Per Skinner il linguaggio è comportamento, e come tale viene scomposto in mattoncini più semplici allo scopo di studiarlo e analizzarlo, questi mattoncini prendono il nome di Operanti verbali; i comportamenti per, essere considerati verbali, devono essere mediati da un’altra persona.
Skinner classifica il linguaggio in base alla funzione che ogni operante verbale assume (e non in base alla forma), il mand (da Demand in Inglese) fà riferimento alla funzione di richiesta di qualcosa di gradito.
La struttura del Mand è la seguente:
| Antecedente | comportamento | conseguenza |
| Motivazione | Richiesta | Rinforzatore+ |
| Ho fame | “mi fai un panino?” | panino |
L’antecedente del Mand è sempre la motivazione, un bisogno da soddisfare, di conseguenza è necessario seguire i bisogni del bambino a cui si vuole insegnare a fare mand; la motivazione può essere saziata e a quel punto bisogna cambiare rinforzatore.
Il comportamento di richiesta può assumere varie topografie (forma del comportamento) può essere vocale, può essere un gesto, può essere un’immagine o una parola.
Rinforzatore + indica un rinforzatore specifico, per altri operanti verbali il rinforzatore può essere generico, nel mand deve essere quello specificato dal comportamento di richiesta (in parole povere, se ti chiedo caramelle non mi dai le patatine).
La forma (topografia) del comportamento può cambiare è fondamentale non modificare la struttura dell’operante verbale, sopratutto mentre si insegna.
Procedura di insegnamento del Mand.
| Antecedente | comportamento | conseguenza | |
| Motivazione | Prompt | Richiesta | Rinforzatore+ |
| Ho fame | “mi fai un panino?” | panino |
Per insegnare il Mand inseriamo due aiuti (prompt) tra l’ancedente e la risposta, il primo aiuto che inseriremo sarà quello visivo e il secondo quello ecoico (o gestuale).
Step 1.
Mostriamo al bimbo l’oggetto che supponiamo possa desiderare, cogliamo se in lui ci sono segni di interesse (lo guarda, allunga la mano etc) se non vi è interesse la procedura si interrompe qui e ricomincia con un altro oggetto.
Step 2.
Forniamo il secondo aiuto quello ecoico/gestuale.
In caso di bimbo vocale: l’operatore pronuncia il nome dell’oggetto e attende che il bambino ripeta la parola o una sua approssimazione.
In caso di bimbo non vocale: l’operatore produce un gesto e il bimbo imita o viene aiutato fisicamente a produrre quel gesto.
Step 3.
Prodotto il comportamento desiderato il bambino riceve l’oggetto.
Ogni aiuto (Prompt) deve essere progressivamente eliminato (prompt fading).
Il primo aiuto ad essere eliminato è l’aiuto ecoico/gestuale, raggiunta l’autonomia viene eliminato quello visuale.
Per eliminare l’aiuto ecoico/gestuale si utilizza una procedura chiamata Time Delay, consiste nell’iniziare a ritardare l’emissione dell’aiuto per tempi progressivamente più lunghi con l’obiettivo che il bambino anticipi l’operatore nell’emissione del comportamento desiderato. Il time delay inizia a 0 secondi (presentazione immediata) e viene via via sfumato (1, 2 3 secondi) mano a mano che il bambino acquisice autonomia.
Il secondo aiuto ad essere eliminato è la presentazione visiva del rinforzatore, può essere effettuata in vari modi, uno può essere quello di presentare per un tot di tempo l’oggetto e poi nasconderlo, riducendo l’esposizione dell’oggetto. Un’altra strategia può essere quella di mettere l’oggetto in contenitori trasparenti che diventano via via più opachi fino a coprire completamente il loro contenuto. Questo tipo di aiuto và sfumato quando quello ecoico/gestuale è completamente eliminato.
Si inizia sempre a insegnare a chiedere, salvo rare eccezioni, oggetti tangibili per poi proseguire con la richiesta di attività (solletico, giocare a palla, pausa etc). La procedura di istruzione rimane la stessa salvo lievi modifiche.
Per saperne di più:
Cooper, J. O., Heron, T. E., & Heward, W. L. (2007). Applied behavior analysis(2nd ed.). Columbus, OH: Merrill Prentice Hall
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